Vuelta a España 2026, Top/Flop del giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi alla Vuelta a España 2026.

  • Tadej Pogačar (UAE Emirates XRG): Riesce a sorprendere pur potendosi aspettare da lui praticamente di tutto. Lo sloveno ha fatto segnare il miglior tempo nella cronometro inaugurale battendo sull’orlo dei centisimi l’ottimo tempo di Hayter. Gambe impressionanti e una capacità di guidare la bici che rendono Pogačar il campione che è e che, ogni volta, ci ricorda di esserlo
  • Ethan Hayter (Soudal Quick-Step): Secondo posto, ma una prestazione che non può non essere messa tra le migliori. Grande prova del campione britannico in carica, che precede tutti, tranne uno. Quell’uno, però, andrebbe quasi messo in una classifica a parte. Chapeau, quindi, per il britannico, che si è comunque reso protagonista di una grande prova.
  • Joshua Tarling (Netcompany INEOS): Vederlo al via della corsa è stata già un’emozione, alla luce del dramma che sta vivendo la sua famiglia. Lui gareggia e prova anche a vincere, cosa che probabilmente avrebbero auspicato in molti. Non ci riesce, ma ci va molto vicino. Bello vederlo sul podio in Maglia Bianca. Non mancheranno occasioni in queste tre settimane per fare risultato.
  • Oscar Onley (Netcompany INEOS): Tra i pretendenti al podio è tra quelli che paga maggiormente. Le attenuanti del caso ci sono, anche perché il percorso non era propriamente adatto alle sue caratteristiche. Tuttavia la Vuelta del britannico parte in salita e un po’ sorprende vederlo così indietro, militando in un team che, tendenzialmente, nelle cronometro riesce a tirar fuori il meglio ai propri corridori.
  • Cian Uijtdebroeks (Movistar): La Vuelta del riscatto non inizia nel migliore dei modi. Non si chiedeva al belga di salire sul podio, ma 54 secondi dopo appena una tappa son parecchi. Ha sofferto parecchio il percorso tecnico, nelle curve entrava con grande incertezza. Da capire se lo ha fatto per non correre rischi, o c’è un po’ di insicurezza di fondo in un corridore che deve ritrovarsi. Non si dovrà aspettare molto: le prime montagne arriveranno presto.
  • Stefan Küng (Tudor Pro Cycling): Dopo la bella vittoria al Giro di Polonia, si pensava che lo svizzero potesse esser competitivo. In una cronometro in cui bisognava saper rilanciare l’andatura, ha forse sofferto la difficoltà nell’imporre un ritmo costante. Ma era lecito attendersi almeno un piazzamento nella top 10, che non è arrivato.

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